PITTURA / ANDREA BENETTI
 
 

ANDREA BENETTI

: Pittore, Bologna:

BIOGRAFIA Andrea Benetti è nato a Bologna il 15 gennaio del 1964. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Bologna, dapprima opta per proseguire gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, poi muta repentinamente idea, per lanciarsi nel mondo della musica. Nei primi anni ’80, come tastierista e cantante, forma un gruppo dal nome “Eat Exotical”, che ottiene un discreto successo nello scenario della New Wave bolognese. Tra i componenti della band ingaggia come corista Angela Baraldi, che diverrà poi cantante professionista, partecipando e vincendo il premio della critica a San Remo, per proseguire poi come attrice di successo, nel ruolo di protagonista del film “Quo Vadis Baby”, di Gabriele Salvatores. Nonostante Benetti sia completamente lanciato nel mondo della musica, frequenta una scuola di fotografia, affiancando per due anni, dall’88 all’90, come apprendista, Marco Caroli, noto fotografo e designer bolognese. Andrea Benetti, infatti, non abbandona mai il mondo dell’arte, ma ormai la strada creativa da lui intrapresa è quella musicale. Nella seconda metà degli anni ottanta è tra i primi a Bologna a specializzarsi nella musica digitale, creata con l’ausilio del computer e dei campionatori e, nel corso degli anni novanta, ha suonato e collaborato con Alan Sorrenti, Grazia Verasani (cantante, scrittrice e sceneggiatrice), Frank Nemola (arrangiatore e attuale trombettista di Vasco Rossi), Riky Rinaldi (attuale produttore musicale e leader degli “Aeroplani Italiani”). Nel biennio ’93-’94, con Gianfranco Basile, ha composto musica per diverse campagne pubblicitarie, realizzate per spot televisivi e radiofonici (Moto Malaguti, Credito Romagnolo, Beghelli, Girmi, ecc.). Uno spot creato con la sua musica è approdato in nomination a Cannes, per il premio internazionale della pubblicità (spot della “Moto Malaguti” per il motociclo denominato “Centro”). Benetti ha sempre nutrito, parallelamente ai mille interessi artistici, una forte passione per la scrittura e, dal 1997 al 2002, ha composto una sessantina di poesie, che però, non ha mai voluto pubblicare, nonostante i molti incoraggiamenti. Dal 2000 entra nel direttivo dell’associazione culturale “Riviera Beat”, che, oltre ad organizzare concerti di musica soul e lounge, pubblica una rivista culturale mensile a distribuzione regionale, molto seguita a Bologna e sulla riviera romagnola. Dal settembre 2000 fino al giugno 2003 ha curato una rubrica all’interno della suddetta rivista, ove ha scritto dei testi di satira sociale e di costume, alternandoli a vere e proprie disquisizioni critiche del mondo contemporaneo. Grazie a questa collaborazione conobbe l’attrice Rosaria Russo, la quale gli chiese di scrivere dei testi e di selezionare la musica per uno spettacolo che ella presentò con Leonardo Pieraccioni, con la presenza di svariati comici del programma televisivo “Zelig” e “Colorado Cafè”. Nel 2005 riprende la sua passione mai sopita per la pittura e realizza la sua prima mostra personale in centro a Bologna, per tutto il mese di aprile 2006, presso la St’Art Gallery. Il titolo della mostra è “Piccolo vocabolario delle definizioni sospese”, nella quale egli scelse di non trattare un unico tema, ma di spaziare sui tanti temi di attualità sociale, che vanno dalla spiritualità, alla politica, dall’ambiente, allo psicosomatismo. Per Benetti vi è un filo conduttore in tutto ciò, ovvero l’amore per lo studio della storia del ‘900. Egli possiede, infatti, un archivio con oltre trecento documentari di storia del XX secolo ed una infinità di libri, sempre sullo stesso tema. Sarà infatti questa sua passione a fargli intuire immediatamente l’importanza storica delle stragi dell’11 settembre; egli raccoglierà, fin da subito, oltre 75 quotidiani nazionali ed internazionali, riportanti la tragica notizia in prima pagina. Dal 2004, iniziò ad ideare, dopo aver letto parecchi libri sul tema, una mostra composta da undici gigantografie delle prime pagine internazionali di quell’infausto giorno, intervallate da quattro opere pittoriche, realizzate in collaborazione con Lanfranco Di Rico (teologo ed insegnante di religione); realizzò anche, con Nicola Roversi (montatore televisivo ed assistente di scenografia all’accademia di Belle Arti di Bologna), un cortometraggio dal titolo “New York 848”, della durata di 3’20’’. Il filmato è una raccolta delle immagini delle stragi, elaborate e montate artisticamente e riprodotte a ciclo continuo su un monitor, incastonato all’interno di una scultura a forma di parallelepipedo irregolare, realizzata quest’ultima con Lanfranco di Rico. La suddetta mostra, in ricordo delle Vittime dell’11 settembre 2001, si è tenuta in centro a Pescara, dal 4 al 12 gennaio 2007, presso il Museo delle Genti d’Abruzzo, patrocinata dalla Provincia e dall’assessorato alla cultura del Comune di Pescara. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza di numerosi rappresentanti della cultura pescarese. Nel giugno 2007 è stata acquisita nella collezione permanente della Pinacoteca Nazionale Amedeo Modigliani di Follonica una sua opera dal titolo “Il ciclo della vita”. Nel luglio 2007 è stata acquisita nella collezione permanente del Museo di Arte Italiana in America, sita presso l’ambasciata italiana in Costa Rica, una sua opera dal titolo “Estate”. Attualmente sono in corso altre acquisizioni nelle collezioni permanenti di sette musei (Australia, Spagna, Stati Uniti, Costa Rica, ecc.).

CRITICA Il nuovo per il nuovo non gli interessa, la sua è una ricerca a tutto tondo nella sensibilità dell'animo umano, la pittura, la fotografia, la musica interagiscono e si compenetrano in una forma d'arte integrata, retaggio di percorsi effettuati nel suo vivere. Oggi è così, la pittura formale, ovvero quella da cavalletto, prende sempre maggiore respiro da una interpretazione plurisensoriale ed interattiva. Le strade che conducono alla perfezione stilistica, non la bellezza, si badi bene, la bellezza è concetto estremamente personale; in atre dobbiamo ricercare tutto ciò che ci porta all'armonia. Come ci insegna Benedetto Croce, l'armonia è codificata, quindi eguale per tutti; la bellezza no e tendenzialmente non ci interessa. Infatti cos'è la bellezza? È bella la Lunja di Modigliani? No, ma è l'icona della perfezione e dell'amore; le Demoiselle di Picasso? E la Danse di Matisse? Cosa sono se non la perfezione, cosa sono se non un urlo di gioia per avere trovato la via? Andrea Benetti è un po' tutto questo, una ricerca continua, senza alibi né scopiazzauture, Andrea Benetti è solo se stesso; in un mondo ormai egocentrico e di difficile interpretazione egli va cercando la propria interiorità in modo del tutto personale, seguendo il fil-rouge, non uscendo mai dalla propria etica interiorità. Formalmente un puro, egli si avvia sulla strada della consapevolezza artistica verso quel luogo in cui regna sovrana l'intuizione e la fantasia. Ogni uomo segue la propria utopia, la insegue, a volte la trova, è l'utopia della perfezione, è l'utopia della creazione; l'uomo aspira alla divinità poiché è creatore; creatore di immagini e sensazioni. Ecco perché diviene artista, ecco perché questo mondo così silenzioso, ed a volte esoterico, gli da quella facoltà che altrimenti è impossibile, la creazione. È qui che l'uomo si fa Dio, o, per lo meno, si avvicina a lui. Un uomo per tutti, il grande Michelangiolo, che non dipingeva uomini, forme o volumi, dipingeva degli ancestrali, non terreni, la perfezione. Oggi diviene sempre più raro imbattersi in uomini e donne che abbiamo l'ardimento di percorrere la ventosa e ripida strada dell'arte, il dejà-vu è onnipresente, ma ogni tanto accade, queste sono perle spesso uniche che vivono nell'ombra e spesso nella solitudine pur di riuscire a salire quella strada. Ce ne sono ancora, vivaddio, e nel loro silenzio esplorano e vivono, ce ne sono ancora. Andrea è uno di loro. Ecco il motivo per cui egli è persona preziosa, è un onesto, non bara mai al gioco dell'arte, ecco perchè la Musealità inizia a cercarlo ed a collezionarlo. Roberto Sabatelli Direttore Pinacoteca Amedeo Modigliani (Follonica - Italia) A giugno 2007, l'opera dal titolo "Il ciclo della vita" è stata acquisita nelle collezioni permanenti della Pinacoteca Amedeo Modigliani (Follonica - Italia) Tecnica mista su tela cm 65 x cm 100 A luglio 2007, l'opera dal titolo "Estate" è stata acquisita nelle collezioni permanenti del Museo di Arte Italiana in America (San Josè - Costa Rica) Siliconi, mastici e grassi da imbarcazione su tela cm 50 x cm 70 Il nuovo per il nuovo non gli interessa, la sua è una ricerca a tutto tondo nella sensibilità dell'animo umano, la pittura, la fotografia, la musica interagiscono e si compenetrano in una forma d'arte integrata, retaggio di percorsi effettuati nel suo vivere. Oggi è così, la pittura formale, ovvero quella da cavalletto, prende sempre maggiore respiro da una interpretazione plurisensoriale ed interattiva. Le strade che conducono alla perfezione stilistica, non la bellezza, si badi bene, la bellezza è concetto estremamente personale; in atre dobbiamo ricercare tutto ciò che ci porta all'armonia. Come ci insegna Benedetto Croce, l'armonia è codificata, quindi eguale per tutti; la bellezza no e tendenzialmente non ci interessa. Infatti cos'è la bellezza? È bella la Lunja di Modigliani? No, ma è l'icona della perfezione e dell'amore; le Demoiselle di Picasso? E la Danse di Matisse? Cosa sono se non la perfezione, cosa sono se non un urlo di gioia per avere trovato la via? Andrea Benetti è un po' tutto questo, una ricerca continua, senza alibi né scopiazzauture, Andrea Benetti è solo se stesso; in un mondo ormai egocentrico e di difficile interpretazione egli va cercando la propria interiorità in modo del tutto personale, seguendo il fil-rouge, non non uscendo mai dalla propria etica interiorità. Formalmente un puro, egli si avvia sulla strada della consapevolezza artistica verso quel luogo in cui regna sovrana l'intuizione e la fantasia. Ogni uomo segue la propria utopia, la insegue, a volte la trova, è l'utopia della perfezione, è l'utopia della creazione; l'uomo aspira alla divinità poiché è creatore; creatore di immagini e sensazioni. Ecco perché diviene artista, ecco perché questo mondo così silenzioso, ed a volte esoterico, gli da quella facoltà che altrimenti è impossibile, la creazione. È qui che l'uomo si fa Dio, o, per lo meno, si avvicina a lui. Un uomo per tutti, il grande Michelangiolo, che non dipingeva uomini, forme o volumi, dipingeva degli ancestrali, non terreni, la perfezione. Oggi diviene sempre più raro imbattersi in uomini e donne che abbiamo l'ardimento di percorrere la ventosa e ripida strada dell'arte, il dejà-vu è onnipresente, ma ogni tanto accade, queste sono perle spesso uniche che vivono nell'ombra e spesso nella solitudine pur di riuscire a salire quella strada. Ce ne sono ancora, vivaddio, e nel loro silenzio esplorano e vivono, ce ne sono ancora. Andrea è uno di loro. Ecco il motivo per cui egli è persona preziosa, è un onesto, non bara mai al gioco dell'arte, ecco perchè la Musealità inizia a cercarlo ed a collezionarlo. Roberto Sabatelli, Direttore Pinacoteca Amedeo Modigliani


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IL CICLO DELLA VITA
Tecnica mista su tela
cm 65 x cm 100
Pinacoteca Amedeo Modigliani (Follonica - Italia)
ESTATE
Siliconi, mastici e grassi da imbarcazione su tela
cm 50 x cm 70
Museo di Arte Italiana in America (San Josè - Costa Rica)
TRAMONTO SUL LAGO
cm 30 x cm 20
olio su tela
Collezione privata
LA SCIMMIA
cm 13 x cm 18
olio su tela
Collezione privata
NOTTURNO FLOREALE
cm 20 x cm 30
olio su tela
Collezione privata
PILOTA MILITARE
cm 20 x cm 25
olio su tela
Collezione privata
LA SVEGLIA
cm 13 x cm 18
olio e caffè su tela
Collezione privata
IL BIMBO E LA LUCERTOLA
cm 20 x cm 30
olio, caffè e acrilico su tela
Collezione privata
UCCELLI A PRIMAVERA
cm 20 x cm 30
olio e acrilico su tela
Collezione privata
   
 
 
   
   
   
   
   
   
 

 

 

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