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JENNY MORETTI

jenny moretti

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» Discipline:
poesie e racconti

fotografia

Rep. San Marino (RN), SM

POESIA LEGGERA

L'arte Ŕ come la felicitÓ senza limiti, viene e vÓ Mi diverto a correre in mezzo ad un prato, se non fosse verde sarebbe truccato Piango davanti ad una foto in bianco e nero, se non un ricordo del cuore Ŕ di certo un passato in storia finito Ascolto la radio volentieri quanto i miei pensieri in essi trovo dei tesori che l'Arte fÓ apparir veri!

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RECENSIONE di un Grande sammarinese:Di primo acchito lo spaesamento è tanto. Ma è solo il frutto della prima subitanea emozione. Di certo la poesia della Moretti non è atta ad una sola prima lettura, e nemm


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RECENSIONE di un Grande sammarinese:

Di primo acchito lo spaesamento è tanto. Ma è solo il frutto della prima subitanea emozione. Di certo la poesia della Moretti non è atta ad una sola prima lettura, e nemmeno ad una seconda, forse, affinché se ne possa assaporare l’aroma denso che ne risulta, frutto delle varie stratificazioni che caratterizzano le liriche di questa giovane poetessa. Del resto è già Moretti stessa a porre il lettore fuori strada (ma solo apparentemente), definendo la sua opera “poesia leggera”. Certo, leggera, la definizione è esatta, ma la leggerezza è solo il primo strato di quello che in seguito saranno le gamme emozionali di queste originalissime liriche; possiamo dire che la “leggerezza” è solo il preludio, una sorta di accattivante benvenuto che l’artista da a chi si accinge ad entrare nel suo suggestivo ed arioso universo. Quindi le parole, lievi ed agili, ci trasportano quasi con spensieratezza attraverso le cose della vita, quali l’amore, la passione, il sentire delle stagioni, il bearsi della natura, l’ebbrezza del vino e quant’altro ancora. Ma poi qualcosa non va. E a breve nasce prepotente il bisogno sì intellettuale, ma direi quasi anche fisico, di ritornare sui propri passi, di rileggere quel tal passo, e poi di rileggerlo ancora, e poi di soffermarsi su quel tal brano, di soffermarsi per riflettere…per pensare. E da quel momento inizia un operazione di “sbucciamento” della poetica della Moretti che, come una sorta di scatole cinesi, ci porta a “scovare” emozioni “altre”, oltre al primo smaliziato e spensierato turbamento che le poesie hanno infuso. E arrivati a questo punto, il gioco della poetessa è scoperto: il suo intrigante e gaio introdurci alle sue parole “leggere” ha infine sortito lo strano effetto di portare l’animo all’ascolto di sopite emozioni, alla voglia non direi solo di riflessione, ma ancor più di “contemplazione” di un pensiero profondo, di una idea troppo a lungo trascurata.

Tanto è stato dissertato sulla fruibilità della poesia fra le genti, opponendo sostanzialmente in tale disquisizione due partiti massimi: il primo che asserisce il diritto del poeta alla totale indifferenza su quanto la forma delle sue creazioni possa essere accessibile al lettore, dovendo anzi esser motivo di vanto uno stilema poetico astruso e “alto” (a lor dire) nel lessico e nella esposizione dell’universo poetico dell’artista, mentre il secondo partito con altrettanta forza sostiene al contrario il dovere “culturale” che ha il poeta di arrivare alla gente, attraverso uno stilema appunto doverosamente impostato ad una forte semplicità formale, tacciando la poesia “alta” di mero snobismo intellettuale. In nome della libertà assoluta che ogni poeta deve godere nelle sue opere, personalmente non mi sento di prendere parte precisa in questa eterna diatriba, soprattutto in questi tempi così difficili e amari per la poesia, ma un fatto è certo: quando la poesia riesce ad accattivare la mente e l’animo del lettore attraverso la parola vestita di “leggera” e divertita ironia, questa è comunque sempre una buona cosa, poi, se la poesia è “poesia”, essa farà il suo lavoro, e le emozioni fioriranno, e il pensiero, troppo spesso distratto e stordito dalle umane necessità, troverà conforto.

E la poesia di Jenny Moretti è “poesia”. Una poesia da “sbucciare”, una poesia da assaporare, una poesia dal quale trarre quelle preziose perle di saggezza che le sono proprie, frutto della giovane anima di questa tanto originale quanto promettente artista.
 
Primo Pesaresi

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16/11/2010 - Luigi Sanese:
grande Jenny!! Benvenuta! :)

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