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ANDREA BENETTI

ANDREA BENETTI

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digital art/video

pittura contemporanea

Bologna (BO), IT

PITTURA NEORUPESTRE


ARTE CONTEMPORANEA - ANDREA BENETTI


ARTE e PITTURA ITALIANA CONTEMPORANEA
ACQUISITA OPERA DI ANDREA BENETTI NELLA COLLEZIONE DEL QUIRINALE


ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA - I DISEGNI DI ANDREA BENETTI IN MOSTRA AL MODIGLIANI INSTITUT ARCHIVES LEGALES - PALAZZO TAVERNA - ROMA


PITTURA E ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA
ANDREA BENETTI RIPORTA LA PITTURA NELLE GROTTE


PITTURA E ARTE CONTEMPORANEA
SEMINARIO di ANDREA BENETTI all'UNIVERSITA' del SALENTO


MUSEI E COLLEZIONI CHE OSPITANO LE OPERE DI ANDREA BENETTI

RINALDI-PALADINO ART MUSEUM FOUNDATION - (Lugano - Svizzera) - Acquisizione per la Collezione Permanente del dipinto: “Strane percezioni” - Olio e caffè su tela, 70x50cm (2008)

COLLEZIONE D'ARTE DELLE NAZIONI UNITE (New York - U.S.A.) - Acquisizione nella Collezione Privata del dipinto “Caccia VII” Olio e hennè e acrilico su tela, cm 50 x 100, (2010)

COLLEZIONE D'ARTE DEL QUIRINALE (Roma - Italia) - Acquisizione nella Collezione d'Arte del Quirinale del dipinto “Against violence” Olio e acrilico su tela, cm 14 x 19, (2007)

MACIA - MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA IN AMERICA (San Josè – Costa Rica) - Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Giochi d'infanzia” – Olio e karkadè su tela, 60x40cm (2008)

PINACOTECA AMEDEO MODIGLIANI (Follonica – Italia) – Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Il ciclo della vita” – Tecnica mista su legno, 65x100cm (2005)

MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA - FONDAZIONE NAZIONALE LOGUDORO MEILOGU (Banari – Italia) - Acquisizione del dipinto “La porta del Paradiso” – Olio e caffè su tela, 50x50cm (2008)

PINACOTECA SILVESTRO LEGA (Modigliana - Italia) - Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Il bimbo e la lucertola” – Olio e caffè e acrilico su tela, 30x20cm (2007)

MUSEO F. P. MICHETTI (Francavilla al mare - Italia) - Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Le 3 tesi” Olio e acrilico e hennè su tela, 50x60cm (2009)

MUSEO SPELEOLOGICO FRANCO ANELLI (Grotte di Castellana - Italia) - Acquisizione nella Collezione Permanente del dipinto “Caccia VI” Olio e hennè e acrilico su tela, 80x100cm (2010)

COLLEZIONE FACCHINI – LA FENICE ET DES ARTISTES – (Venezia – Italia) Acquisizione del dipinto “Tesi opposte” – Olio e caffè su tela, 40x40cm (2008)

AMBASCIATA D’ITALIA IN NUOVA ZELANDA per il costituendo MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA (Wellington - Nuova Zelanda) - Acquisizione del dipinto “Le due anime” – Olio e cacao e karkadè su tela, 50x50cm (2008)

AMBASCIATA D’ITALIA IN CINA (Pechino – Cina) – Acquisizione per la Collezione Privata del dipinto “L’alba di Pechino” – Olio su tela, 20x30cm (2008)

ISTITUTO EUROPEO PEGASO (Foggia – Italia) - Acquisizione nella Collezione Privata del dipinto: “Il tucano in Amore” - Olio e cacao su tela, cm 60 x 50, (2009)

ESPOSIZIONI ED EVENTI

Le opere di Andrea Benetti esposte al Castello Sforzesco (MI), al Museo Michetti (CH), a Palazzo D'Accursio (BO), a Palazzo Taverna - Sede degli Archivi A. Modigliani (Roma), a Palazzo Brancaccio (ROMA), alla Johns Hopkins University (BO), al Circolo ufficiali Pratica di Mare (ROMA), al Royal Carlton Hotel (BO), Fondazione Mantovani (MI), Palazzo Malvezzi (BO)...



Eventi ed esposizioni di Andrea Benetti 2008/10

Aeroporto di Pratica di Mare – Roma
Esposizione di Andrea Benetti
Settembre 2008 Circolo Ufficiali Aeronautica Militare
Aeroporto di Pratica di Mare – Italia


Castello Sforzesco - Milano
Esposizione di Andrea Benetti
Mint - Milano International Antiques and Modern Art Fair
Novembre 2008
Castello Sforzesco - Milano - Italia


Atelier Zensi - Bologna
Esposizione di Andrea Benetti
“Olio e cacao su tela”
Manifestazione del CioccoShow
Novembre 2008
Atelier Zensi - Bologna - Italia


Galleria Fondantico - Bologna
Esposizione di Andrea Benetti
“L'antico incontra il moderno”
Collettiva multidisciplinare in occasione di Arte Fiera
Gennaio 2009
Galleria Fondantico - Bologna - Italia


Royal Carlton Hotel - Bologna
Esposizione di Andrea Benetti
in occasione della Conferenza Invernale
"Mini EU IMAP in Bologna”
Febbraio 2009
Royal Carlton Hotel - Bologna – Italia

Palazzo Brancaccio - Roma
Esposizione di Andrea Benetti
Febbraio 2009
Palazzo Brancaccio - Roma – Italia


Palazzo Dogana - Sede della Provincia di Foggia
Esposizione di Andrea Benetti
"Festa d'Europa" organizzata dall'Istituto Europeo Pegaso
Maggio 2009
Palazzo Dogana - Sede della Provincia di Foggia – Italia
Patrocinio: Rappresentanza in Italia dell'Unione Europea,
Provincia di Foggia, Comune di Foggia


Fondazione Mantovani - Milano
Esposizione di Andrea Benetti
Mostra collettiva con l'esposizione della
"Cariatide" di A. Modigliani
Ottobre 2009
Fondazione Mantovani - Milano - Italia


Palazzo d'Accursio - Sede del Comune di Bologna
Presentazione del video di Andrea Benetti
"Il futuro nella mia testa" - Videopensieri di genitori e figli
di Andrea Benetti e Tiziana Roppoli
Novembre 2009
Palazzo d'Accursio - Sala Farnese – Bologna - Italia
Patrocinio: Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna,
Comune di Bologna, Fondazione Dopo di Noi


Palazzo Malvezzi - Sede della Provincia di Bologna
Esposizione di Andrea Benetti
La pittura come emozione"
Progetto di libera espressione creativa
Mostra collettiva ideata da Andrea Benetti
Dicembre 2009
Palazzo Malvezzi - Bologna - Italia
Patrocinio: Regione Emilia Romagna, Provincia di Bologna,
Comune di Bologna, Fondazione Dopo di Noi


Rome Cavalieri Hilton - Rome
Al 70. Congresso Nazionale
della Societa' Italiana di Cardiologia
e' stata donata dal M.A.C.I.A.
Museo di Arte Contemporanea Italiana in America
l'opera di Andrea Benetti intitolata "Cuore"
come primo premio al miglior ricercatore del 2009
12 Dicembre 2009
Rome Cavalieri Hilton - Roma – Italia
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica


Museo Michetti - Francavilla al mare (CH)
Esposizione delle opere di Andrea Benetti
LXI Edizione del Premio Michetti - "Diorama italiano"
l'Rassegna internazionale di arte contemporanea
Luglio e agosto 2010
Palazzo San Domenico - Francavilla al mare (CH) - Italia
Patrocinio: Ministero dei Beni Culturali, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Comune di Francavilla al mare


Palazzo Taverna - Sede degli Archivi A. Modigliani
"Portraits d'Artistes" a cura di Christian Parisot e Pierfrancesco Pensosi Esposizione collettiva con le opere di Amedeo Modigliani, Andy Warhol, Andrea Benetti, Giorgio De Chirico, Keith Haring, Max Jacobs, Mario Schifano... Novembre 2010 Palazzo Taverna - Roma - Italia Patrocinio: Modigliani Institut, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio, Comune di Roma, UNESCO Italia, ANCI - Ass. Naz. Comuni Italiani, CIDAC - Città d'Arte e Cultura, UPI - Unione Province d'Italia, ENIT - Ag. Naz. del Turismo


Andrea Benetti, nato a Bologna nel 1964, da diversi anni esprime con successo le proprie idee e la propria pittura, nel contesto dell'arte contemporanea. Oltre ad avere esposto in luoghi di grande prestigio, sono ormai una decina i musei e le importanti collezioni, che ospitano le sue opere in permanenza. Nel 2006 ha ideato il Manifesto dell'Arte Neorupestre, presentato nel 2009 alla 53. Biennale di Venezia, nel padiglione "Natura e sogni", presso l'università Ca' Foscari.
Nel luglio 2010, è stato invitato alla LXI edizione del Premio Michetti, la prestigiosa rassegna internazionale di arte contemporanea, che si svolge, dal 1947, al Museo Michetti.
A novembre 2010, è stato invitato ad esporre a Roma, a Palazzo Taverna, sede dell'Amedeo Modigliani Institut Archives Legales - Paris-Roma, alla mostra “Portraits d'Artistes”, in compagnia delle opere di Amedeo Modigliani, Giorgio De Chirico, Andy Warhol, Keith Haring, Mario Schifano, Max Jacobs, Carlo Corsi, Jules Pascin, Guido Cadorin...
Andrea Benetti, oltre ad operare nell'arte contemporanea, si è dimostrato un fine pensatore, realizzando il libro a tiratura numerata, intitolato “Esplorazione inconsueta all’interno della velocità”, in cui egli formula, e rappresenta con la propria pittura (12 opere), delle tesi molto interessanti sulla velocità. Hanno aderito al progetto e scritto nel libro di Andrea Benetti, avvalorando l'importanza delle tesi, una dozzina di eminenti professori universitari, mentre la parte della critica d'arte è curata da importanti nomi del mondo dell’arte contemporanea.

» PROSSIME MOSTRE

Andrea Benetti - "B. P. BEFORE PRESENT" a cura di Simona Gavioli

"ANDREA BENETTI • LA PITTURA NEORUPESTRE" - Ritorna la pittura nelle grotte

Dal 24-07-2010 al 31-08-2010

LXI PREMIO MICHETTI - RASSEGNA DI ARTE CONTEMPORANEA

Dal 11-11-2010 al 25-11-2010

Andrea Benetti in mostra a Roma coi grandi artisti del novecento - “Portraits d'Artistes”

» TESTI CRITICI

 


Vedi tutti i testi critici

 

 


“Andrea Benetti "conia" l'arte Neorupestre”

L’arte segue i modi della vita e si altera a seconda delle epoche nella quale viene creata; il mondo attuale esige fruibilità immediata, fagocita immagini ed informazioni e la rapidità con la quale la rappresentazione figurativa può venire assimilata diventa segno discriminante per l’accettazione o il rifiuto di essa.
Ma se il concetto che si esprime in una risoluzione visiva è legato ad un mondo veloce e spesso confuso, la riflessione sul concetto deve invece accettare quei metri di lentezza, che la cultura esige perché non diventi idea fugace e superflua.
Nell’osservazione delle opere di Andrea Benetti lo spettatore si trova costretto a viaggiare su due linee parallele: significante e significato sono apparentemente disgiunti e il riunirli sta a chi guarda, può farlo solo se vuole darsi un momento per riflettere e se si sente compartecipe del messaggio.
La libertà totale di spaziare negli insegnamenti degli stili del passato consente oggi di scegliere il miglior metodo espressivo; Andrea Benetti utilizza sia materiali nuovi, composizioni con tecniche originali nelle quali si inseriscono oggetti e colore, ma non disdegna neppure la tradizione e spesso l’olio ritorna ad essere protagonista della tela.
Ed è proprio riferendosi ad un passato remoto che Benetti conia per la sua opera il termine di pittura “neorupestre”, nome che si riferisce all’idea di un recupero della rappresentazione di un mondo ancestrale e primitivo nel quale l’uomo era più vicino alla natura ed al suo bioritmo.
Le immagini acquistano di nuovo il valore di simboli che avevano nei graffiti, non mimano ma rimandano ad un’idea e forse anche uno stile di vita, o meglio ad un modo di guardare ad essa.
Il ritorno ad una semplicità sentita come necessaria non implica la conseguente visione ottimistica di una fanciullezza del genere umano ma, al contrario, in molte opere è percepibile una malinconia nella constatazione del presente.
Colori e forme si sostituiscono ad una fase narrativa divenendo attimo simbolico riassuntivo: linee intricate e tonalità angoscianti o forme sinuose e cromie piacevoli segnano momenti alternati di un’esistenza contemporanea, che porta l’uomo a vivere fasi contrastanti di coscienza emotiva.
Dunque, forse, l’arte “neorupestre” vuol contrapporsi al disavanzo di immagini che ci bombardano senza ormai colpirci a fondo con simboli e graffitismi ridotti all’essenziale, ma pregni di significati, con la convinzione che una linea, alle volte, segna più di una geometria; che una sola frase ci può colpire più di un intero libro. Basta prendersi il tempo, se si vuole, di tornare a fermarsi a guardare l’arte, per poter godere nuovamente della comunanza di sentire o del dissenso, del piacere o del ribrezzo, che essa ci provoca.

Chiara Filippini
Ricercatrice dell'Amedeo Modigliani Institute Archives Legales – Roma-Paris
Curatrice del Centro Documentazione e Ricerca Amedeo Modigliani

 

 

 


“Andrea Benetti: la pittura fatta con il pennello e con l’anima”

Nella varia umanità che affolla le platee emergenti dell’arte, Andrea Benetti rappresenta una speranza, una vera speranza. Egli è pittore. Parole desuete in un contesto in cui la pittura, quella fatta con il pennello e con l’anima, è messa all’angolo. E’ proprio per questo che è una speranza; colto ed intelligente ha compreso che il futuro non sta nel mezzo, ma nella ricerca del concetto poetico. Se il mezzo è un coccodrillo viola appeso ad una terrazza, egli si dissocia, come ritengo giusto che sia. In questo mondo ricerca un suo mondo ed un suo modo di essere, non si lascia distrarre dalle mode estemporanee che durano un giorno, lui va all’essenza delle cose, alle fondamenta ed alle certezze, non è salito sul treno della facilità e della omologazione. Va dritto al cuore come una pugnalata e, con violenza, non accetta il pattume intellettuale. Bravo il nostro Benetti, artefice del nostro tempo e della nostra contemporaneità, ha scelto la strada più difficile e più lunga; è la strada per andare lontano, tutte le altre sono solo compromessi ed i compromessi hanno vita breve ed estemporanea. Spero che Andrea continui su questa strada.

Gregorio Rossi
Curatore del Museo di Arte Contemporanea Italiana in America
Curatore del padiglione "Natura e sogni" alla 53. Biennale di Venezia


 

 

 

“Ho visionato alcune opere di Andrea Benetti, destinate a musei esteri”

Mi sono sorpreso nel vedere queste piccole cose, piccole solo nelle dimensioni. Conoscevo Andrea già da tempo, da un po’ lo seguivo con interesse, di lui mi colpiva quella passione trascendete l’oggi, egli era già nel domani. Mi piaceva il suo linguaggio pittorico, quella nemesi sotto traccia dell’appassionato, ma quelle tavolette che mi ha mostrato mi hanno fulminato.
Mi sono sentito come quando Diego Martelli vide le prime tavolette macchiaiole di Cabianca, di Signorini e Fattori. Lo stupore prende il cervello, nelle sue pieghe è cortocircuito.
Si va al di là della semplice figurazione, la forma è smembrata e riassemblata in un continuum strano, vi è, in quelle forme semplici ed in quei volumi, un senso quasi esoterico della composizione e dei concetti.
Le forme sono quelle ancestrali, quasi primitive del concetto semplice, ma qui non vi è nulla della semplicità, vi è pensiero e razionalità.
Buon viaggio, quindi, piccoli splendori.

Roberto Sabatelli
già Direttore della Pinacoteca Amedeo Modigliani

  

 

 

 

“Lo spirito della velocità per Andrea Benetti”

Velocità, aggettivo qualitativo o nome proprio?
Non entrando, e non volendo approfondire il trattato della pittura di Leonardo da Vinci, Andrea Benetti si basa sullo studio della costruzione interna delle sue opere, dove la velocità interpreta la ripartizione degli elementi plastici, pittorici e grafici. Come quella del corpo umano, o quella di una “macchina”, questa velocità è discreta, e qualche volta si fa persino dimenticare… ma non fa difetto, dando all’opera quelle linee di forza che sono parte integrante della sua vita d’artista.
L’artista si pone di fronte al suo operato e studia le linee dinamiche. Noi, gli spettatori, saremmo tentati di trovare l’arcano della sua applicazione, cercando il metodo d’interpretazione, cercando il valore estetico nell’applicazione di una formula privilegiata, non essendo ne matematici, ne filosofi: “interpretiamo liberamente”.
La velocità sembra essere la chiave di lettura del nostro secolo, di quello recentemente trascorso, dove il significato della rapidità d’esecuzione era alla base della riuscita. Delle “similitudini”, dei rapporti, e dei metodi comparativi con le avanguardie potrebbero essere una “scusa” per decifrare la storia e la genesi della sua espressione artistica, ma sono riferimenti talmente evidenti, che la sua maniera d’esprimerli, lo escludono rapidamente… Cézanne, sembrerebbe più interessante come artista da mettere in paragone, per il suo metodo pittorico, nato dopo le grandi innovazioni Impressioniste, e proprio da questo “giovane” pittore si può iniziare il discorso sulla “rapidità” d’esecuzione, con il pennello appena intinto e con esecuzione immediata e spontanea “ritrarre” un paesaggio o una figura con la stessa valenza, con lo stesso metodo e con la stessa qualità estetica: attraverso la luce e il colore.
Questa è solo una premessa, all’ordine cronologico che si presenta spesso a noi, riflettendo un cammino e una stesura di idee cromatiche: partendo dal fatto e dalla constatazione che ogni artista, e stato ed è un allievo.
Proprio per questo definirei : plurale l’atteggiamento espressivo di Andrea Benetti.
I venerabili trattati di Cennino Cennini, Leonardo da Vinci, Durer o i testi di Delacroix ci guidano nelle nostre ricerche e nella nostra maniera di “vedere” l’arte senza controllo con il passato, ma attraverso il messaggio riscoperto, rivalutato noi possiamo rileggere il presente, il pittore o l’artista che si dichiara tale, perché ha scoperto di essere “veloce” nell’intuire la figura o il paesaggio.
Dobbiamo rendere un omaggio all’istinto, e all’intuito di Andrea Benetti per le sue sottolineature, per la messa in evidenza del suo modo di interpretare la velocità, perché parte da lontano, dai trattati, dalle caverne degli uomini primitivi, per accelerare verso la contemporaneità: attraverso la velocità del suo sguardo sulla pittura, sulla forma e sulla qualità dell’essere moderno.
Un’autocritica cromatica, un gioco esilarante, una maniera d’addolcire la brutalità della guerra inneggiata dai Futuristi, che sono d’attualità dopo un secolo, ma che sottolineano, in un clima politico attuale la dimensione della crisi produttiva ed economica come allora, in un momento legato alla velocità della comunicazione moltiplicata per X milioni di volte, attraversata da avvenimenti che vanno: dalla passeggiata sulla luna, alla scoperta del nano sistema dei computers, che svolgono
alla velocità della luce calcoli infinitesimali… ma, che non sostituiranno mai la mano dell’uomo e della sua impronta sulla tela, sulla forma e sul colore scelto per dare forma ad un sogno, al sogno dell’artista che vive nel suo tempo alla velocità della sua fantasia.

Christian Parisot
Presidente dell'Amedeo Modigliani Institute Archives Legales – Roma-Paris

  

 

 

 

“Dal catalogo del LXI Premio Michetti (Edizione Vallecchi)”

Il lavoro pittorico di Andrea Benetti parte dalla constatazione dell'infranta armonia, della primigenia e ormai interrotta integrazione, tra uomo e natura.
Sussisteva, certo, in antico, un timore panico nei confronti della Grande Madre; ma anche quando “la natura non rappresentava una minaccia, l'uomo la rispettava, con il rispetto che si deve ad una divinità”.
L'uomo moderno – scrive sempre l'artista – ha “distrutto un incantesimo e profanato la sacralità della natura e della vita”.
Questa diagnosi è oggi ampiamente condivisa, ma essa non deve restare puramente teorica, consegnata ad una disposizione astratta e inerte.
A cominciare dall'arte: è necessario, sostiene Benetti, recuperare le valenze linguistiche primigenie dell'operare estetico, in particolare dell'espressività rupestre.
Opere come Mulini a vento, Percorsi, Incontro fortunato (tutti 2009) – dipinti, che tuttavia, con i loro aggetti, attingono ad una pur ridotta tridimensionalità – intendono interpretare, nella vivace cromia e nella marcata scansione costruttiva, la sintesi formale e l'icasticità espressiva di quella primordiale per certi versi insuperata civiltà figurale.
Un'arte capace di “simbolicamente ripartire dalle proprie origini”, senza peraltro smarrire (né sarebbe, in fondo, d'altronde possibile) la coscienza di quanto è nel frattempo avvenuto.


Carlo Fabrizio Carli
Critico e storico dell'arte
Curatore del Premio Michetti

  

 

 

 

“Quelle pitture neorupestri di Andrea Benetti”

Tra i partecipanti al Premio d'arte Michetti, in corso a Francavilla al mare (CH) c'è anche il bolognese Andrea Benetti, chiamato a concorrere per la sezione “Arte e ambiente” con le sue pitture neorupestri.
Nella mostra allestita al Museo Michetti dal titolo “Diorama italiano – Arte e ambiente”, a cura di Carlo Fabrizio Carli, propongono una riflessione su temi tradizionali come il paesaggio e il recupero di antiche radici culturali ma in una visione proiettata verso il futuro che per forza tener conto di argomenti come la sostenibilità e l'ecologia.
Nella definizione di questa sensibilità partecipa Benetti, classe 1964, con le sue opere realizzate con elementi naturali come il caffè, il cacao, il karkadè e l'hennè che sulla tela si amalgamano ad oli e acrilici. Il risultato sono costellazioni di segni e forme geometriche e stilizzate segni grafici e macchie di colore in cui emergono appena figure simboliche del nostro mondo (un aereo, l'auto, navi) ma anche astri e uomini stilizzati che sembrano appartenere ad una cultura arcaica. E proprio le pitture lasciate da uomini primitivi, come quelle ritrovate nella grotta di Altamira, sono il punto di partenza per Benetti nel definire la sua “arte neorupestre”, teorizzata in un manifesto presentato alla Biennale di Venezia 2009.
“Noi dobbiamo ripartire dagli albori dell'uomo e dall'arte primigenia, per ricostruire un nuovo mondo, in cui il rispetto per la natura e per la dignità umana siano finalmente al centro del volere dell'uomo - scrive Benetti - .
“Solo così riaffermeremo la sacralità della vita, ormai perduta in cambio di un miope e vacuo stile di vita, che sta portando la Terra all'autodistruzione.
Ricreiamo le condizioni per “avvolgere” il mondo di amore e di pace”.

Paola Naldi
Giornalista e critica d'arte


 

 


“La pittura Neorupestre”

C'era, molto tempo fa, agli inizi del secolo scorso, un gruppetto di artisti che, standosene a Parigi, rifondava l'arte occidentale scoprendone radici e motivi di rivoluzione, anche nell'arte primitiva, africana... Picasso, Modigliani e i loro amici. Gran momento, ma s'erano dimenticati i sapori, gli odori di quell'arte. Tentar di capirla senza conoscerne le valenze “quinquo-sensoriali” e limitarsi al visibile era un bel po' riduttivo. Andrea Benetti, un austero europeo ci ha messo naso, papille gustative ed arte. Il padano Benetti ha dell'Europa le miglior qualità: continente piccolo, ma in grado di recepire, vivere, elaborare il mondo, riraccontarlo, anche con molta ironia. Benetti affronta, giocoso e senza remore, senza preoccuparsi da quanto tempo esista il tempo e cos'abbia il tempo detto e... produce torte! Pasticciere da muro, attento ad attaccare miscele estreme di caffè e cacao col vinile alle tele racconta, non da graffitaro, ma da rupestre, che la più gran meraviglia non è cacciare il bisonte ma rifarne uno con gli stampini da cioccolato ...primitivo contemporaneo, pasticciere, maestro dell'arte, sorriso in un andarivieni di austeri pasticcioni...

Umberto Zampini
Curatore e Critico d'arte



 

 

 

“11 settembre – Johns Hopkins University – Un bolognese “in cattedra”


Andrea Benetti, artista bolognese già ospitato più volte in gallerie e musei oltreoceano, ricorda l'11 settembre nell'università americana della propria città.
Un curioso intreccio di sensibilità e confini e un gesto creativo, per invitare a rinascere dalle macerie, fare tabula rasa della violenza e ricominciare mettendo in gioco l'unico antidoto possibile: la pace. Attraverso la forza dell'arte, la Johns Hopkins University di via Belmeloro, infatti, ha scelto, insieme all'associazione “Luciano Finelli”, Friends of Johns Hopkins University, di ricordare l'11 settembre con una mostra, piccola ma significativa, che ha intitolato “Memory” allestita nell'atrio dell'Istituto da Andrea Benetti e Lanfranco Di Rico, scultore bolognese ma praticamente bolognese di adozione.
“In genere espongo all'estero – racconta Benetti – e lavoro con il “Museo di Arte Contemporanea Italiana in America”, in Costa Rica, con il quale ho in piedi un progetto molto impegnativo. Ma a Bologna c'è un'importante università statunitense da 52 anni, un simbolo concreto di multiculturalismo, e mi è sembrato naturale proporre di mostrare i nostri lavori sulla tragedia delle Twin Tower proprio lì. E il direttore Kenneth Keller ci ha letteralmente accolti a braccia aperte”.
Sulle strade della lontana America, quindi, Benetti, solitamente defilato dall'ambiente artistico della sua città, torna a casa. “A questo non ho pensato – ammette lui – so solo che l'attacco alle torri gemelle è stato un colpo all'anima dell'umanità, ne ha cambiato la storia. Come tutti sono rimasto colpito. La mia arte – continua – è definita “Neorupestre”, ovvero che ricerca forme e materiali primordiali. E per me questa ricerca significa azzerare la tremenda ferocia e arretratezza a cui è arrivato questo mondo, significa ridiscutere la storia dell'uomo partendo dagli atti e dalle emozioni più semplici, l'amore e la pace. Questo è il mio messaggio nel ricordare le Vittime di quel tragico 2001”.
In esposizione, dunque, ci sono alcune opere di Andrea Benetti, reti strappate da cui emergono i nomi delle Vittime di quelle esplosioni, soffi leggeri che invitano alla speranza, e piccoli crateri in rilievo che sembrano contrapporre l'innocenza all'angoscia di Ground Zero.
Essenziale anche Lanfranco Di Rico, e stesso semplice amorevole messaggio. Così è anche la scultura realizzata con Benetti, che ospita un video di Nicola Roversi e Andrea Benetti, che montano le immagini mandate dalle tv del mondo nel giorno che tutti ricordiamo.
Diverso, invece, il progetto che l'artista bolognese ha in cantiere con il Museo in Costa Rica: “sarà - spiega – un vero e proprio libro d'arte con la copertina di tela, che raccoglie una serie di mie opere sul tema della velocità. Un lavoro mastodontico, con diversi saggi di critici e professori universitari da tutto il mondo”.
Lo presenterà a Bologna?
“Magari – scherza – alla Johns Hopkins University”.


Luciana Cavina
Giornalista e critica d'arte


 

 

 

“Piccolo Vocabolario delle definizioni sospese”

Andrea Benetti, artista bolognese, si presenta nei mesi di marzo e aprile alla Galleria
St’Art con la sua personale. Questa è formata da una quindicina di opere su tela e paragonabile, come esprime il titolo, a un piccolo dizionario. Ogni opera che Benetti crea è, infatti, una sua personale spiegazione e definizione di un concetto, di una parola, di un tema. Dal ciclo della vita alla televisione, dall’equilibrio ecologico alla donna, fino ancora all’informazione mediatica e via dicendo, ogni lavoro si presenta come una spiegazione imprevedibile e, in fin dei conti, impossibile. Perché impossibile? Perché si tratta di concetti vasti, usati, sfruttati, a volte persino svenduti. E che proprio per questo acquistano interesse in una logica di sfida personale che il preciso, a volte pignolo, Andrea Benetti, vuole racchiudere in una immagine. Una e una sola, non una serie, non annosi studi, non infinite ricerche stilistiche su uno stesso messaggio. Una e una sola opera che dev’essere puntuale e il più possibile esauriente su temi inesauribili.
Per comprimere le infinite parole, sensazioni, informazioni e contraddizioni su questi soggetti, Benetti opera in due momenti diversi. Un primo teorico/filosofico, dove trascrive le sue stesse opinioni, che volendo sono parte integrante del lavoro finale. E un secondo, naturalmente pratico, in cui crea l’opera. Questa, una volta finita, si presenta come un insieme di elementi geometrici, piani o tridimensionali, creati con mezzi non sempre canonici, come fili per tagliaerba, molle e specchi. Tutti sono collegati tra loro da delle corde e molle sollevate sull’opera per mezzo di gancetti e dalle ombre che quindi proiettano. Il risultato complessivo, creato dagli elementi e dalle loro correlazioni è una figura vagamente riconoscibile in una stilizzazione il più delle volte decisamente minimale.
Ricco di sfumature, accostamenti più che felici e riuscite sperimentazioni, è invece l’uso del colore, artefice nella maggior parte dei casi della grande validità estetica delle “definizioni benettiane". E forse proprio per fermare il fascino di questo mezzo e fare in modo che non prevalga sul significato concettuale, lo usa con parsimonia, e lo piega alla funzione pratica di rafforzare i legami tra le varie parti della composizione tramite un gioco di rimandi e di richiami, di equilibri creati con una precisione perfetta.
Le strutture così complicate, a volte addirittura smontabili, in un equilibrio fintamente fragile, caratterizzano dunque tutto il suo lavoro, tutte le sue definizioni, che invece di ridurre - come si potrebbe pensare - i temi universali considerati, li spiegano sotto un’ottica estremamente ampia. Non esiste una sola dimensione, sembra dirci Andrea Benetti, ma vari punti di vista e varie situazioni. Solo se riusciamo a metterle in correlazione tra loro, a trovare un punto di equilibrio che le medi tutte senza escluderne alcuna, avremo una visione larga, completa, finalmente veritiera di quello che cerchiamo di spiegarci.


Carolina Lio
Curatrice e critica d'arte


 

 

 

“La ventosa e ripida strada dell'arte”

A Benetti, il nuovo per il nuovo non gli interessa, la sua è una ricerca a tutto tondo nella sensibilità dell'animo umano, la pittura, la fotografia, la musica interagiscono e si compenetrano in una forma d'arte integrata, retaggio di percorsi effettuati nel suo vivere.
Oggi è così, la pittura formale, ovvero quella da cavalletto, prende sempre maggiore
respiro da una interpretazione plurisensoriale ed interattiva. Le strade che conducono alla perfezione stilistica, non alla bellezza, si badi bene, la bellezza è concetto estremamente personale; in altre dobbiamo ricercare tutto ciò che ci porta all'armonia. Come ci insegna Benedetto Croce, l'armonia è codificata, quindi eguale per tutti; la bellezza no e tendenzialmente non ci interessa. Infatti cos'è la bellezza? È bella la Lunja di Modigliani?
No, ma è l'icona della perfezione e dell'amore; le Demoiselle di Picasso? E la Danse di Matisse? Cosa sono se non la perfezione, cosa sono se non un urlo di gioia per avere trovato la via? Andrea Benetti è un po' tutto questo, una ricerca continua, senza alibi né scopiazzature, Andrea Benetti è solo se stesso; in un mondo ormai egocentrico e di difficile interpretazione egli va cercando la propria interiorità in modo del tutto personale, seguendo il fil-rouge, non uscendo mai dalla propria etica interiorità. Formalmente un puro, egli si avvia sulla strada della consapevolezza artistica verso quel luogo in cui regna sovrana l'intuizione e la fantasia. Ogni uomo segue la propria utopia, la insegue, a volte la trova, è l'utopia della perfezione, è l'utopia della creazione; l'uomo aspira alla divinità poiché è creatore; creatore di immagini e sensazioni. Ecco perché diviene artista, ecco perché questo mondo così silenzioso, ed a volte esoterico, gli da quella facoltà che altrimenti è impossibile, la creazione.
È qui che l'uomo si fa Dio, o, per lo meno, si avvicina a lui.
Un uomo per tutti, il grande Michelangiolo, che non dipingeva uomini, forme o volumi, dipingeva degli ancestrali, non terreni, la perfezione. Oggi diviene sempre più raro imbattersi in uomini e donne che abbiamo l'ardimento di percorrere la ventosa e ripida strada dell'arte, il dejà-vu è onnipresente, ma ogni tanto accade, queste sono perle spesso uniche che vivono nell'ombra e spesso nella solitudine pur di riuscire a salire quella strada.
Ce ne sono ancora, vivaddio, e nel loro silenzio esplorano e vivono, ce ne sono ancora. Andrea è uno di loro. Ecco il motivo per cui egli è persona preziosa, è un onesto, non bara mai al gioco dell'arte, ecco perché la musealità inizia a cercarlo ed a collezionarlo.


Roberto Sabatelli
già Direttore della Pinacoteca Amedeo Modigliani


 

 


“Andrea Benetti: una perla rara”


All’alba della vita, quell’uomo impaurito ed affamato, tracciava segni sulla parete rocciosa e quei segni erano la vita o la morte, in una danza lugubre per la sopravvivenza. Se questo è vero, quell’uomo primordiale, coperto solo da una pelle animale, si confrontava con la creazione in una preghiera ancestrale e sublime.
Tutto ciò è nel profondo del nostro sentire; il segno, il sogno, la preghiera ad un Dio, la fame e la paura. Vedo tutto ciò nelle opere di Andrea Benetti, il senso primordiale della creazione, il ritmo del segno, la fatica del quotidiano, la voglia d’aria pulita.
È raro ritrovare, oggi, un artista che abbia tale profondità interiore; Andrea Benetti è una perla rara che lotta la sua avventura giorno dopo giorno, di fronte al pathos della tela bianca; quella tela bianca che è l’oggi di quella parete rocciosa; è cambiato il supporto, ma la vita, la morte e la danza lugubre per la sopravvivenza, per fortuna, sono rimaste intatte.


Gregorio Rossi
Curatore del Museo di Arte Contemporanea Italiana in America
Curatore del padiglione "Natura e sogni" alla 53. Biennale di Venezia

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