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Autore: MARIA ROSARIA RICCIO | ||||||
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EPIFANIA 2010
Brucio
la vittima che esige vendetta , la calma piatta delle notti intontite, l’abbandono al mattino dei miei sogni più audaci, i - sì, ma - i - vorrei ma non posso - l’amore che - ormai non è più l’età - i maglioni bucati del - ma sì tanto chi vede - Brucio la pigrizia che mi fa ritardare, l’acquiescenza che insidiosa mi seda il cervello , i –non sono capace – e –posso farlo domani- la brama sospetta di voler controllare la voce per la quale tutto quanto è un peso Brucio il rimpianto per gli anni passati brucio la colpa dei - se avessi fatto – brucio la rabbia per le occasioni mancate brucio lo specchio se diventa inclemente Brucio anche te Se per te non esisto Getto nel fuoco il mio fuoco e attendo : mille faville si innalzano in cielo Tra un guizzo e l’altro , porzioni di buio Lo so : molto presto scenderà anche la notte Ma il fuoco rimane Fuoco ardente , impetuoso , ipnotico , chiaro : continua a bruciare ! Io resto qui . Io conservo le braci |
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